Il mobbing da parte del datore di lavoro può far scattare il reato di lesioni (Cass. Pen. sez. IV se

Le condotte vessatorie da parte del datore di lavoro commesse in danno del dipendente possono portare ad una condanna per lesioni personali di cui all'articolo 582 c.p.-

E' quanto emerge dalla sentenza della IV Sezione Penale della Corte di Cassazione del giorno 08/10/2018, n. 44890.

Il caso vedeva un datore di lavoro cagionare ad un dipendente una patologia psichiatrica derivante da comportamenti vessatori e persecutori, espressioni ingiuriose, pressioni per lo svolgimento di attività lavorativa dopo che il dipendente era rimasto in malattia e continue contestazioni disciplinari spesso a contenuto del tutto pretestuoso.

Ne derivava una sindrome ansiosa depressiva su base reattiva tendente al peggioramento.

Secondo gli ermellini, una vota provata della patologia, dimostrata la astratta riferibilità della patologia alle vessazioni e verificata l'assenza della sussistenza di ipotetici decorsi causali alternativi e sopravvenuti idonei a interrompere il nesso eziologico, deve ritenersi configurata l'ipotesi di reato di lesioni personali come conseguente alla condotta mobbizzante tenuta dal datore di lavoro nei confronti del dipendente.

Sempre in tema di lesioni personali colpose, la Suprema Corte evidenzia come la prescrizione inizi a decorrere dal momento dell'evento, ovvero dal momento in cui insorge la malattia e non dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

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