Maltrattamenti: reato scatta anche nella famiglia di fatto (Cass. pen. sez. II sent. 02/03/2016 n. 8

Se il rapporto tra conviventi è connotato dalla stabilità affettiva, il reato di maltrattamenti in famiglia si configura anche nell'ipotesi di famiglia di fatto. E' quanto emerge dalla sentenza della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione del 02/03/2016, n. 8401.

Il caso vedeva un uomo essere ritenuto responsabile, dai giudici di merito, del reato di maltrattamenti in famiglia commesso ai danni della propria convivente more uxorio.

Secondo la Corte d'Appello, in particolare, il fatto che l'imputato e la parte offesa, dopo la nascita della loro figlia, avessero deciso di convivere e di prendere una casa in locazione, sebbene l'uomo si fosse allontanato più volte dalla casa familiare, avendo comunque continuato a pagare le bollette ed il canone di locazione, faceva desumere la sussistenza di un comune intento della coppia di iniziare e proseguire una stabile convivenza con rapporto familiare, con conseguente sussistenza di un rapporto di stretta dipendenza affettiva.

Gli ermellini confermano le osservazioni di cui sopra, evidenziando come, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità, il delitto di maltrattamenti in famiglia sia configurabile anche in danno di persona convivente “more uxorio”, quando si sia in presenza di un rapporto sostanzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto, instaurato tra le due persone, con legami di reciproca assistenza e protezione (Cass. pen., Sez. VI, 24/01/2007, n. 21329).

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