Particolare tenuità applicabile anche allo spaccio (Cass Pen. sez. III, sent. 24/07/2017 n. 36616)

Le reiterate denunce per reati in tema di stupefacenti non possono essere aprioristicamente ostative all'applicabilità della particolare tenuità del fatto. E' quanto emerge dalla sentenza della III Sezione Penale della Corte di Cassazione del 24/07/2017, n. 36616.

Per principio generale, la norma di cui all'art. 131 bis c.p. stabilisce che la punibilità sia esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'art. 133 c. 1 c.p., l'offesa sia di particolare tenuità e il comportamento risulti non abituale.

L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità quando l'autore abbia agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o abbia adoperato sevizie o, ancora, abbia profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero quando la condotta abbia cagionato o da essa siano derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.

Il comportamento è da ritenersi abituale quando l'autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

Nella fattispecie non si rientrava nei casi di esclusione obbligatoria della particolare tenuità; i giudici di merito, in particolare, si erano limitati a accertare la sussistenza di denunce, risalenti nel tempo, senza specificare nulla in merito all'esito di queste. Non solo, gli stessi giudici avevano omesso di chiarire se fosse stato dato corso ad un procedimento penale o se vi fosse stato un accertamento giudiziale della responsabilità dell'imputato.

Per tale motivo gli ermellini si limitano a valutare una astratta non incompatibilità dell'istituto della particolare tenuità del fatto con riferimento al reato di spaccio di sostanze stupefacenti ma, allo stato, non è possibile ravvisare la sicura esistenza di clausole ostative, tenuto conto dell'opzione esegetica adottata dai giudici di merito.

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